Dall’allarme del Sorapis alla Calabria: il turismo di massa minaccia la natura.

Il caso del lago di Sorapis, sulle Dolomiti Ampezzane, è diventato il simbolo di un fenomeno preoccupante che minaccia i fragili ecosistemi naturali italiani: il turismo di massa rapido e “mordi e fuggi”. Quello che un tempo era un luogo di contemplazione per veri amanti della montagna si è trasformato in un palcoscenico per i social network, dove le prime ondate di visitatori arrivano all’alba non per vivere un’esperienza profonda, ma per collezienare selfie da pubblicare su Instagram e TikTok. Con oltre 3.000 accessi giornalieri nei periodi di punta, l’abbandono di rifiuti e il degrado lungo i sentieri, questo modello turistico sta mostrando il suo volto peggiore, spingendo i gestori locali a invocare misure drastiche come il numero chiuso e i tornelli per evitare danni irreversibili.

Questa situazione deve fungere da serio campanello d’allarme per l’intera penisola, e in particolare per il Sud Italia. Regioni come la Calabria custodiscono oggi un patrimonio inestimabile e di straordinaria biodiversità che è fondamentale preservare prima che venga travolto dalle stesse dinamiche di sfruttamento.

La Calabria, infatti, conserva ancora aree completamente selvagge, foreste e boschi vetusti, veri e propri polmoni verdi millenari protetti dall’UNESCO e parchi marini di grandissima importanza ambientale. Luoghi in cui la natura domina ancora sovrana e dove l’equilibrio ecologico non è stato intaccato dal cemento o dal turismo selvaggio.

Per difendere questo immenso tesoro dal rischio dell’overtourism e dal degrado ambientale, diventa fondamentale l’azione di presidio sul territorio.

In questo contesto, la FIE (Federazione Italiana Escursionismo) Calabria e le associazioni affiliate svolgono un ruolo insostituibile. Operando come vere e proprie “sentinelle del territorio“, i volontari e gli escursionisti della FIE non si limitano a promuovere un camminare lento e consapevole, ma vigilano attivamente sulla salute dei sentieri, dei boschi e delle aree protette.

Il compito della FIE Calabria e delle sue realtà associative è duplice: da un lato educare i visitatori al rispetto profondo dell’ambiente, contrastando la logica del consumo rapido della natura; dall’altro agire come primo baluardo di protezione ambientale, segnalando abusi, monitorando lo stato dei luoghi e collaborando con le istituzioni per evitare che le meraviglie calabresi subiscano i danni da sovraffollamento registrati altrove.

La lezione che arriva dal Sorapis è chiara: se non si regolamentano i flussi e non si promuove una cultura della responsabilità, anche i paradisi naturali più incontaminati rischiano di scomparire.

Un monito che si fa ancora più urgente alla luce dell’esperienza albanese di questi giorni, dove una politica corrotta volta a facilitare insediamenti edilizi abusivi e mega-resort speculativi viene energicamente contrastata da un movimento popolare di ribellione, guidato da cittadini decisi a non svendere il proprio patrimonio ambientale. Proteggere l’ambiente e sostenere le sue “sentinelle” è l’unica via per garantire che questo immenso patrimonio resti intatto, integro e libero da logiche speculative, per tutte le generazioni future.

Facebook
Twitter