Anello dei Piani dello Zomaro, tra faggi e abeti
4 Ottobre 2026 – Ore 9
A quasi mille metri di quota, sul crinale che separa il versante tirrenico da quello ionico, lo Zomaro è una delle porte settentrionali dell’Aspromonte. Il suo nome, di origine greca, richiama i terreni umidi dei pianori, dove faggi e abeti si alternano a radure aperte lungo passaggi percorsi per secoli da pastori, monaci e viandanti.
• Località – Comuni Interessati: Piani dello Zomaro, Parco Nazionale dell’Aspromonte – Cittanova
• Lunghezza Percorso: Km 9
• Tipologia: Ad anello
• Ascesa: 130 m circa Discesa: 130 m circa
• Altitudine Minima: 953 m Altitudine Massima: 1.008 m
• Durata ore: 4 (soste incluse)
• Difficoltà: E
• Caratteristiche del percorso: anello sull’altopiano con pendenze lievi e brevi saliscendi, senza tratti esposti; fondo su sentieri e piste forestali, a tratti fangoso dopo le piogge.
• Raduno: ore 9 presso Centro visite dello Zomaro
https://maps.app.goo.gl/P6cwkUJRyPcXsJXN7
Si raccomanda la massima puntualità
• Partenza Escursione: ore 10
• Presenza di acqua lungo il sentiero: Sì, alla partenza – Portare 1,5 l di acqua a testa
• Tipo di ambiente naturale: altopiano montano con faggete e boschi di abete bianco, radure e pianori umidi
• Conduttori: Accompagnatori Escursionistici di varie associazioni FIE
• Dotazione obbligatoria: scarpe da trekking con suola adeguata, felpa, giacca antipioggia e antivento, 1.5 litri di acqua, ricambio.
• Dotazione consigliata: bastoncini, cappellino, copricollo, abbigliamento a strati, copertura antifreddo, crema solare, snack.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Si parte dal Centro visite dello Zomaro. Il percorso si sviluppa interamente sull’altopiano, tra 950 e 1.010 metri di quota, e non presenta salite impegnative: il dislivello complessivo, circa 130 metri, è distribuito in brevi saliscendi.
Il tempo di cammino effettivo è di circa tre ore: la durata indicata di quattro ore comprende le soste per osservare il bosco, il lago, le foto, le pause ristoro.
COSA VEDERE
• Le faggete e i boschi di abete bianco. Sono il carattere dominante dell’altopiano; in autunno il faggio cambia colore e il sottobosco si copre di foglie. Tra le altre specie si incontra l’agrifoglio.
• I pianori umidi e le antiche torbiere. Lo Zomaro deve il nome (dal greco, “paludoso”) ai suoi terreni ricchi d’acqua, dai quali in passato si estraeva la torba.
• Il laghetto Crocco. Piccolo invaso artificiale realizzato intorno al 1950; il nome viene associato al croco, fiore che cresce nei dintorni.
• La Fonte Acqua Bianca. Sorgente di acqua oligominerale tra le più note della zona.
• Un crocevia di storie e di cammini. Lo Zomaro è da sempre un luogo di passaggio tra i due versanti della Calabria: la tradizione locale vi colloca uno scontro tra Spartaco e le legioni di Crasso durante la rivolta servile del 73-71 a.C., e oggi vi transitano il Sentiero Italia e il Sentiero del Brigante.
CONSIGLI PRATICI
• Acqua: l’unico punto di rifornimento è alla partenza; riempite lì le borracce.
• Abbigliamento: a mille metri la temperatura è sensibilmente più bassa che sulla costa e il tempo può cambiare in fretta. Vestitevi a strati e tenete nello zaino giacca antivento e uno strato caldo.
• Fondo: dopo le piogge alcuni tratti sono umidi e fangosi; sono preferibili scarponcini impermeabili, e i bastoncini aiutano sui passaggi scivolosi.
• Per chi è alle prime escursioni: il dislivello contenuto e l’assenza di tratti esposti rendono l’anello adatto anche a chi inizia, purché abituato a camminare per alcune ore.
• Come arrivare: lo Zomaro si raggiunge con la SP1 (ex SS 111) Cittanova–Gerace, a circa 14 km da Cittanova. Organizzarsi con auto condivise riduce il numero di mezzi al parcheggio.
• Rispetto del Parco: siamo in un’area protetta. Non raccogliete piante e fiori (la raccolta dei funghi è regolamentata) e riportate a valle i vostri rifiuti.
NOTE
Eventuali ospiti potranno partecipare solo se escursionisti esperti e previa insindacabile valutazione dei conduttori e delle associazioni.
NB: L’escursione potrà subire variazioni per quanto concerne la durata o la distanza da percorrere o essere annullata in caso di avverse condizioni meteo e comunque fattori e motivazioni a insindacabile giudizio dei conduttori dell’Escursione.