Seconda escursione del 3° corso AEN
SCHEDA TECNICA
| Nome percorso | Sentiero delle Serre |
| Area geografica | Parco Regionale delle Serre, Calabria (VV/RC) |
| Tipologia | Anello — parzialmente in bosco |
| Lunghezza totale | ~10 km |
| Quota di partenza | 878 m s.l.m. |
| Quota massima | 1.410 m s.l.m. |
| Quota minima | 878 m s.l.m. |
| Dislivello in salita | +569 m |
| Dislivello in discesa | −556 m |
| Difficoltà CAI | E (Escursionistico) |
| Tempo stimato | 5 – 6 ore (soste incluse) |
| Segnaletica | CAI / sentieri n° 729, 728, 724 del Parco delle Serre |
| Sosta principale | Sosta per colazione al sacco |
| Punti di interesse | Bosco dell’Archiforo, Carbonaia attiva, panorami sull’Appennino calabrese |
| Accesso | Da Serra San Bruno (VV) o Mongiana (VV) via SP |
| Coordinate partenza (WGS84) | 38.557984° N, 16.332423° E – Appuntamento ore 9.30 – Partenza ore 10 |
Sviluppo altimetrico e tappe principali
Il percorso prende avvio a 878 m s.l.m. nella zona della Serra meridionale calabrese. L’itinerario si sviluppa prevalentemente in quota, con un primo tratto di avvicinamento a pendenza moderata attraverso copertura boschiva mista, prima di entrare nel cuore del Bosco dell’Archiforo.
La sezione centrale è la più impegnativa: in circa 3 km il tracciato guadagna oltre 530 m di dislivello passando da ~880 m a 1.410 m s.l.m., con pendenze sostenute attraverso faggeta e abetaia. Il punto culminante — 1.410 m — coincide con una dorsale panoramica da cui nelle giornate limpide si apre la visuale sull’Aspromonte, sulla costa jonica e, in condizioni eccezionali, sull’Etna.
Il rientro segue un percorso di cresta a quota costante (1.330–1.090 m) con discesa progressiva verso il fondovalle, dove è collocata la carbonaia ancora attiva, prima meta di visita culturale. Il tratto finale riporta al punto di partenza su sentiero in bosco misto.
Il Bosco dell’Archiforo
Il Bosco dell’Archiforo è uno dei nuclei forestali di maggiore pregio naturalistico dell’Italia meridionale. Si estende principalmente tra 900 e 1.400 m di quota e ospita una delle più significative formazioni di abete bianco (Abies alba) indigeno dell’Appennino calabrese-siculo.
Di particolare interesse la presenza di esemplari di abete bianco ultracentenari, con diametri superiori a 100 cm e altezze fino a 35–40 m, che conferiscono al bosco un carattere di ‘foresta vetusta’ con elevata necromassa e complessa struttura verticale.
La fauna include specie di rilevanza comunitaria: il lupo appenninico (Canis lupus italicus) frequenta il parco e l’area del Bosco dell’Archiforo, dove sono segnalate anche popolazioni di gatto selvatico, capriolo e cinghiale. Il bosco è inserito nella Rete Natura 2000 (ZSC IT9310018 – Bosco di Archiforo).
La carbonaia
La carbonaia (o ‘furnacedda’ nel dialetto locale) è un’installazione per la produzione di carbone di legna mediante pirolisi in condizioni di limitato apporto d’aria. Il processo, invariato nelle tecniche di base dall’antichità, prevede la costruzione di un cumulo (catasta o ‘motta’) di legna verde o semi-stagionata, ricoperto di terra e fronde per limitare l’ossigenazione, con accensione dal centro e gestione del tiraggio attraverso aperture controllate.
La carbonaia visitabile durante l’escursione è uno degli ultimi esemplari attivi in Calabria gestiti con tecniche tradizionali. La sua attività, oltre al valore produttivo residuale, ha oggi una funzione di presidio culturale e di memoria viva del patrimonio immateriale rurale calabrese. La visita a ciclo attivo richiede rispetto delle distanze di sicurezza e delle indicazioni del conduttore.
Attinenze con il programma del corso
Orientamento e lettura del territorio; flora e fauna dell’Appennino calabrese; patrimonio forestale; storia industriale del Mezzogiorno.
Area di alto valore naturalistico e storico; presenza di elemento culturale immateriale vivo (carbonaia); coerenza con gli obiettivi sulla conoscenza del territorio calabrese.